| Titolo: ~ Blackout Personaggi: Roxas Genere: Introspettivo, Malinconico Rating: Verde (C) ;KaccHan}, Nomura, Square Enix, Disney
~ Sui biondi capelli, con le sue stesse mani poserà il diadema della Morte ~
~ La notte. Per alcuni, temibile compagna nei momenti più tremendi della propria esistenza. Per altri, semplicemente una lieta compagnia nella più totale solitudine che il mondo ed il Fato donavano. Tale la situazione del ragazzo seduto sulla spiaggia, la luna nuova come unica compagna, assieme al dolce rumore delle onde che si infrangevano sulla battigia. Il paesaggio immutato dell'Isola, la sabbia fresca sotto di sè, uno straziante senso di mestizia che lo attanagliava lì, nei pressi del cuore. E la bruciante, orrida situazione di essere nel posto sbagliato, naturalmente nel momento sbagliato. Volse gli occhi di un azzurro penetrante al mare che, scuro, lo invitava a bagnarsi nelle sue calde correnti. Scosse la testa ornata da una scompigliata chioma biondissima, che alla luce unare sembrava fatta di fili di argento e, si distese sulla rena a guardare gli astri che, luminosi, lo invitavano a scavalcare le vette del sogno. Era il momento della giornata che preferiva. Dopo il tramonto, naturalmente. Il tramonto della sua Crepuscopoli. Lì invece poteva aspettare solo che il sole calasse e che gli abitanti dell'Isola andassero tra le braccia di Morfeo, i dolci sogni attraversati da languidi sorrisi e da momenti perfetti che esistono solo nelle più fervide immaginazioni. Nei sogni si è sè stessi. E lui sognava nero. Per questo aspettava quel momento della giornata, per uscire fuori, nella notte, e non sognare. Non vedere le sue colpe riflesse nel tetro nero del suo sogno. Terrore, distruzione, morte. Terrore, distruzione, morte. E nient'altro, era stato provocato. Ed il Destino non era stato con lui gentile come con altri graziati della peggior specie. Era uno di quelli che aveva perso tutto nel tentativo vano di ottenere qualcosa. Tentativi futili. Vani. Speranze remote e ormai lontane dalla memoria. Quando ancora esisteva la speranza.E quando ancora lui continuava a svolgere la sua esistenza con la stessa tenacia, caparbia e serenità di ogni altro essere. Ed ora il nulla. La solitudine. La mestizia. Melanconico, si alzò e si diresse verso l'acqua nera. Era invitante. Non tanto per il calore quanto per il colore. Come i suoi sogni. Nera ed infinita. Il nulla e l'Oblio eterno. Il concetto di eternità nella figura dell'acqua notturna su cui, placida, si specchiava la luna argentea che con i suoi fili dorati la sfiorava delicata, dolce e protettiva. La Fine era in quell'acqua nera come il catrame. Lentamente, vi entrò, si stupì di quanto fosse fredda, pur essendo in piena stagione estiva. La pace tanto desiderata era in quel gelo invernale che scuoteva in lui brividi. La pelle chiarissima era spettrale alla luce della luna, associata anche all'acqua. Arrivò a largo, toccava con le punte dei piedi quella superficia morbida come quella di un sogno, l'acqua sempre più fredda. Si lasciò andare sott'acqua, lasciò che entrasse nei polmoni, che divenisse parte di sè. Tagliente come lame che gli si conficcavano da dentro. E l'Oblio tanto desiderato giunse.
~ Sui biondi capelli, con le sue stesse mani ha posato il diadema della Morte
NdA *Molto in ritardo°-°* Ok, ok, siamo a giovedì ed io non avevo ancora scritto le note. Ammesso. Ok, contenti?? XD Il fatto è che sono gli ultimi giorni (domani penultimoooo=D) e mi sono ritrovata con tempo per postare ma non per scrivere le note°-° cosa che io devo fare. Le note dell'autrice sono per me fondamentali. Ma tralasciando questo dettagl8io alquanto inutile e piuttosto noioso per voi che leggete, passiamo alla flashfic. Non è nulla di speciale, lo so; anzi, è una di quelle che meno mi piace, è stata scritta di getto e neanche è piacevole alla vista, troppo deprimente°-°. Spero che comunque apprezziate lo sforzo che faccio nello scrivere, ma da domani mi metterò d'impegno xD. A presto *^*Edited by ;KaccHan} - 8/6/2009, 21:39 |